martedì 12 maggio 2009

Il ritorno della canapa

Ieri a "Report", il programma in onda la domenica sera su RaiDue, condotto dalla giornalista Milena Gabanelli, nella sezione "GoodNews" si è parlato di canapa.

Ve la ricordate la canapa?
é stata, fino alle metà degli anni '50 la conlivazione più diffusa nel mondo.
Solo in Italia c'erano 100mila ettari di terreno coltivati a canapa.
Negli anni '50 fù vietata la coltivazione e la lavorazione perchè troppo simile alla canapa da droga.

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Prima di questo divieto, in molte case c'era un telaio per la lavorazione di questa pianta, le donne lavoravano tutto il giorno. Si facevano, e si potrebbero fare tutt'ora, vestiti, cosmetici, carta, alcuni materiali per la bio-edilizia, alcuni prodotti alimentari e anche i farmaci, ci hanno addirittura fatto le vele della Amerigo Vespucci.



è una pianta "amica dell'ambiente" perchè non richiede la concimazione azotata (altamente inquinante), non necessita di un apporto idrico significativo, infatti, necessità di essere irrigata regolarmente solo nei primi 40/45 giorni dalla semina. Non ha bisogno che venga diserbato il terreno dato che cresce molto rapidamente occupando il suolo e impedendo così alle infestanti di crescere e svilupparsi. C'è chi addirittura sostiene che il fiore di questa pianta sia afrodisiaco.

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Dal 1999, Marilena Zaccarini, imprenditrice, insieme a diverse aziende del settore merceologico ha fondato il CONSORZIO CANAPA ITALIANA. Da dieci anni stanno investendo sul riutilizzo della canapa.
Sarebbe molto utile all'ambiente se si ricominciasse ad utilizzare questa pianta. Cresce velocemente, a differenza degli alberi dai quali si ricava la carta. I materiali di scarto posso essere utilizzati come combustibile, è poco inquinante se non addirittura per niente e darebbe lavoro a molte persone se solo si passasse da una lavorazione agricola ad una industriale.

La necessità di adottare materiali sempre più ecologici ci potrebbe far riflettere addirittura su ciò che aveva fatto Hanry Ford negli anni '30 quando cominciò a costruire un prototipo di autobile fatto interamente con la canapa e alimentato con la canapa.

Per saperne di più:

Report
Consorzio canapa italiana

domenica 10 maggio 2009

Cucinare con il sole

I processi di deforestazione/desertificazione provocati dalla raccolta della legna e dall'allevamento del bestiame, sommati ai cicli di siccità e ai cambiamenti climatici, sono diventati un grave problema in alcune zone del pianeta, principalmente in paesi africani ma non solo.
La scarsità di legna, la crisi della legna, arriva a tali livelli che in certi momenti è più costoso quello che viene bruciato sotto la pentola che il cibo riscaldato nella stessa.

Il continuo ricorso alla legna e la deforestazione conseguente incidono negativamente sui cambiamenti climatici.

La desertificazione avanza e il problema dell’acqua diventa sempre più grave. Questo problema può essere ridotto, parzialmente, mediante l’utilizzo delle energie rinnovabili e, in particolare, dell’energia solare, abbondante nei paesi segnalati.
Inoltre, attraverso l’utilizzo “gratuito” dell’energia solare, la sterilizzazione delle acque diventa accessibile a tutti, e non, come finora, un lusso di chi ha abbastanza legna (energie fisiche per andare a prenderla) o kerosene per bollire l’acqua.

Sapevate che la media in kilometri che si deve percorrere in Africa per andare a prendere la legna è salita da 20 a 40 km?

Infine, il fatto di non trovare più legna secca porta alle donne a respirare una grande quantita di fumo, prodotto dalla legna verde, con le conseguenti malattie respiratorie.
L’energia solare si presenta, per tanto, come una possibilità di attenuare il conflitto fra quantità di popolazione e disponibilità di risorse naturali.

http://www.magisitalia.org/immagini/cellulari2.jpg

Le caratteristiche degli attuali modelli di cucine ad energia solare permettono:

- basso costo
- poco peso e facile trasporto
- semplice montaggio
- scarsa manutenzione

In particolare, le cucine “paraboliche” sono state sviluppate per il Gruppo di Aiuto allo Sviluppo della Scuola di Formazione Professionale di Altötting, Germania. Dopo diverse prove e test in Europa e Sudafrica, i miglioramenti e lo sviluppo apportati a queste cucine hanno permesso la realizzazione di un modello ormai in uso nei paesi in sviluppo, come alternativa al consumo di combustibili fossili.

L’uso di kit con componenti prefabbricati facilita la produzione in loco di cucine ad energia solare. Questo comporta degli altri vantaggi per l’uso esteso della cottura solare. Per il montaggio di una cucina ad energia solare parabolica di alta qualità con i pezzi contenuti nel kit, sono soltanto necessarie poche ore. I kit sono maneggevoli e possono essere trasportati in qualsiasi punto del mondo; vengono fabbricati in grandi quantità e per ciò possono venire offerti a prezzi ragionevoli.


http://www.monteranoriserva.com/wp/wp-content/uploads/image/cuc-solari-2.jpg

Possono essere sfruttati periodi di insolazione. La cucina a energia solare parabolica è adeguata per famiglie e, particolarmente, per piccole istituzioni. L'intenzione è quella di portarla anche nei campi profughi, dove il problema del combustibile è enorme. A oggi sono già state spedite cucine solari in scuole, ospedali e villaggi dell'India, Eritrea, Salvador, Brasile, Mongolia, Giunea, Argentina, Cuba, con riscontri molto positivi. Dai villagi Indiani, ad esempio, scrivevano entusiasti della possibilità di bollire l'acqua di tutto il villaggio senza spendere il poco kerosene di cui dispogono, prevenendo in questo modo tante malattie.
Il prezzo delle cucine è abbastanza accessibile, dai 100 ai 150 euro a seconda delle dimensioni.


Per saperne di più:

www.eg-solar.de sito tedesco
www.terra.org sito spagnolo
www.ilportaledelsole.it sito italiano

domenica 3 maggio 2009

La storia delle cose

Questi video parlano da soli, a voi ogni commento.







Great Pacific Garbage Patch

Forse non tutti sanno che nell'oceano Pacifico esistono delle intere isole fatte di plastica ed altri materiali di rifiuto.
Si chiamano GREAT PACIFIC PATCH. Sono grosse fino a cinque volte la Gran Bretagna.
Sono composte da ogni genere di rifiuto umano: bottiglie, palloni da basket, reti dei pescatori, scarpe, spazzolini da denti, sacchetti inplastica, contenitori di shampoo e via dicendo. Tutti questi materiali, mossi dalle correnti, formano delle intere isole di materiali tossici per l'ambiente.

http://www.liberareggio.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/200px-oceanic_gyres.png

Il problema maggiore,non sono tanto i materiali che non si decompongono (nonostante già questi, ogni anno siano la causa della morte di milioni di animali: uccelli, pesci e altri) ma quelli che, al contario si decompongono; questi, infatti, fanno sì che l'acqua in queste zone diventi più densa, impedendo così il passaggio dell'ossigeno e ovviamente di ogni forma vivente marina.

http://static.howstuffworks.com/gif/great-pacific-garbage-patch-2.jpg

Gli unici micro organismi in grado di sopravvivere sotto questo strato di schifezze (nel vero senso della parola) sono le particelle che formano il plankton. Uno studio di Greenpeace, ha stimato che per ongi kilocrogrammo di plankton vi siano 6 kilogrammi di plastica.
Questi due tipi diversi di “organismi”, naturali ed artificiali, si mischiano creando questa sorta di zuppa di plastica e di plankton anche tramite un vero e proprio inglobamento delle particelle della plastica in questi organismi marini multicellulari naturali. Il problema è che gli organismi naturali sono necessari alla natura, gli organismi artificiali no.

http://sfcitizen.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/go8f4013-copy.jpg

Il 30 gennaio 2009 David de Rothschild, giovane rampollo dell'omonima famiglia, ha annunciato la sua ultima avventura: il 28 aprile è salpato dalle coste di san Francisco per arrivare fino a Sidney (Australia) a bordo di una zattera fatta interamente di bottiglie di plastica e altri materiali di rifiuto comune. Il tragitto è stato concepito proprio per attraversare le grandi chiazze di spazzatura.
Il fenomeno del great Pacific patch - del quale nessuna Nazione vuole assumersi nè la responsabilità nè la gestione o il tentativo di smaltimento - sta lentamente modificando anche il corso delle correnti oceaniche. Ovviamente alle lunghe, andrà ad influire sul clima della terra. Il viaggio in zattera di Rothschild - che verrà accompagnato per i 12.000 chilometri da percorrere da altri 5 marinai - vuole essere proprio un segnale.

Siamo fiduciosi.

Per saperne di più:

Libera Reggio
David Mayer de Rothschild

Dalle bambole all'ecologia












I bambini sono il futuro? E allora perchè non partire proprio da loro con l'educazione all'ecologia?
Questo il progetto di Wonderworld Toys che ha messo a punto la casa delle bambole di ultima generazione completamente costruita nel rispetto dell'ambiente: pareti in legno, oggetti in materiali di riciclo, pannelli solari sul tetto, eliche per l'energia eolica, bidoni dei rifiuti per la raccolta differenziata e per il compostaggio.


Forse l'unico handicap sta nel prezzo 170 euro, però... si può acquistare sconata online al prezzo di 149 euro.

giovedì 23 aprile 2009

In Italia il NUCLEARE negli USa il RINNOVABILE


SIRACUSA - "L'energia nucleare perde quote di mercato, passando dal 15 per cento nel 2006 al 13 per cento entro il 2015 e al 10 per cento entro il 2030. La quota di energia rinnovabile aumenterà considerevolmente, passando dal 18 per cento del totale di energia elettrica nel 2006 al 20 per cento nel 2015 e al 23 per cento nel 2030".

Questo la relazione presentata ieri sullo stato dell'ambiente preparata dal Ministero dell'Ambiente in occasione del G8 ambiente di Siracusa. Direi in netto contrasto con l'enfasi di questi giorni sul nucleare nel contesto italiano.
Sempre ieri, giornata dedicata alla terra "earth day" Obama dall' Iowa ha annunciato il suo nuovo progetto "Energy revolution", una rivoluzione verde basata sull'utilizzo di energie pulite, energie rinnovabili.



"La scelta cui siamo chiamati non è tra salvare l'ambiente o salvare l'economia, la scelta è tra prosperità o declino" queste scelte, continua il presidente USA vanno fatte ora anche e nome delle generazioni future.
La produzione di energia è sempre stata per l'uomo "una grande sfida" e l'America è sempre stata all'avanguardia in questo campo, "dagli esperimenti di Benjamin Franklin per lo sfruttamento dell'energia contenuta nei lampi a quelli di Enrico Fermi per lo sfruttamento dell'energia contenuta in un atomo": il Paese che guiderà il mondo nel creare nuove fonti di energia pulita sarà la nazione che guiderà l'economia globale del Ventunesimo Secolo: "L'America può, e deve essere, quel Paese".

Mi permetto un commento: L'America è proiettata, grazie al nuovo presidente, verso un futuro, un futuro che gli permetterà di rimanere la nazione più potente del mondo. Noi, l'Italia, siamo trascinati verso il basso con "iniziative" che nascono già morte, come il nucleare. Ancora non sappiamo come libararci delle scorie radioattive prodotte anni fa (Scanzano Jonico 2003) e già pensiamo a produrne di nuove.




E per chi sostiene che con il nucleare si creeranno nuovi posti di lavoro:

Obama ha citato gli studi degli esperti Usa, secondo cui attraverso la sola energia eolica l'America potrebbe generare entro il 2030 il 20 per cento della sua attuale energia, creando 250mila nuovi posti di lavoro. "È per questo che stiamo investendo 11 miliardi di dollari, per cambiare il sistema in cui negli Stati Uniti viene distribuita l'elettricità". (Da Repubblica, 23 Aprile 2009)

Capito? Investimenti per le energie pulite non per il nucleare come noi.

Per saperne di più:

La Repubblica
Metro
Il corriere della sera

venerdì 10 aprile 2009

UNA SCOSSA DA CUI SI PUò IMPARARE

A proposito di risparmio, ieri ad "Annozero" il programma di Michele Santoro in onda il giovedì su Raidue, hanno discusso il tema del terremoto in Abruzzo.
Durante la puntata è intervenuto un giovane, Paolo, architetto impiegato da tre anni presso la CNR Ivalsa, istituto pubblico che si occupa di valorizzare l'uso del legno in Italia.
Il progetto che ha presentato è stato già approvato in Giappone, dove sappiamo i terremoti sono ben peggiori dei nostri abruzzesi. In italia, invece è ancora in via di sviluppo nonostante la superiorità del prodotto rispetto al caro (in tutti i sensi) cemento armato, sia già stata dimostrata.
Ma di cosa si tratta?





Dopo il terremoto di Kobe, che ha sconquassato una regione e fatto 6 mila morti, in Giappone a Miki hanno pensato bene di costruire un enorme laboratorio dove testare i prototipi di ogni struttura civile.

Dopo cinque anni di lavoro e 4 miliardi di dollari, è nata “Monster” la piattaforma sismica sperimentale più grande del mondo, in grado di riprodurre qualsiasi terremoto, anche di elevatissima magnitudo.
Su questa piattaforma, dove ci puoi costruire anche una chiesa e che è più grande di una piazza, è stata eretta la palazzina di legno, 7 piani e 24 metri di altezza, ideata, progettata, brevettata e costruita dai tecnici italiani.




Ad assistere alla prova erano presenti oltre 400 persone, studiosi e imprenditori, provenienti da paesi di quattro Continenti: Canada, Stati Uniti, Colombia, Vietnam, India, Nuova Zelanda, Germania, Korea e Slovenia.





L’esperimento di Miki rappresenta il punto più avanzato della ricerca sviluppata dal progetto Sofie (Sistema Costruttivo Fiemme), nato in collaborazione tra l’Ivalsa, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e la Provincia Autonoma di Trento.
La palazzina è stata sottoposta ad una violenza pari ad un terremoto di 7.2 della scala richter. Il prototipo, costriuto interamente di tavole in legno incollate in strati incrociati, ha retto perfettamente alla scossa.

Il progetto ha un obiettivo tanto semplice, quanto ambizioso: dimostrare su basi scientifiche e pratiche l’assoluta affidabilità e sicurezza delle case di legno, a cui si riconoscono già qualità quali comfort abitativo, risparmio energetico e rispetto per l’ambiente.

L'idea del legno come materiale per l’edilizia è una scommessa per un'alternativa ai metodi costruttivi tradizionali, in acciaio o cemento armato, e al portafoglio vuoto, considerato che, a parità di costi, le prestazioni e i rendimenti sono migliori.


Per saperne di più:

Annozero
Ballarò
100casa

martedì 17 marzo 2009

L'alfabeto della crisi



Il traguardo non è più la fine del mese, ma la terza settimana. E’ la crisi, bellezza. Altro che ottimismo per negare l’evidenza. Così, per restare a galla bisogna inventarsi un altro stile di vita. Cambiare i consumi vuol dire modificare la filosofia che ne è la base, recuperare l’etica del consumo stesso. Una vita più sobria passa anche attraverso l’ecologia, forme autarchiche di sopravvivenza, recupero della cultura della morigeratezza, del risparmio. Abolire gli sprechi, ricominciare a fare da sé, risparmiare l’energia, l’acqua, le materie prime.

L'Unità il 16 marzo 2009, per mano delle giornaliste Daniela Amenta e Alessia grossi, ha pubblicato una lista delle cose da fare "in caso di crisi".

http://www.unita.it/news/82870/lalfabeto_della_crisi_cosa_fare_per_sopravvivere

Io ho provato a seguire alcuni consigli e vi dico la mia:

La bicicletta: un mezzo veloce (si evitano numerose code specialmente nelle prime ore della giornata), economico (si può dire addio a costose assicurazioni e carburanti con i prezzi "ballerini") e non ultimo ci tiene in forma e allegri.

I detersivi: ho provato a fare quello per pulire i vetri e si direbbe che funzioni anche meglio di numerose marche presenti nei supermercati, e poi permettetemi di dire che con il Bicarbonato si fanno mille altri prodotti a basso costo e di grande afficacia, nel totale rispetto dell'ambiete.

L'energia: io già nei post precedenti avevo scritto dei frangiflussi e delle lampadine a florescenza compatta, costi ridotti, sprechi a dir poco dimezzati e soddisfazione piena.

Il sapone: qui devo confessare di averci provato ma i risulatati sono stati scarsi, forse ho sbagliato gli ingredienti ma a me il sapone non è venuto. Confido in voi e nelle vostre abilità.

Fatemi sapere se qualcuno ha provato a fare qualcos'altro.

Per saperne di più:

www.l'unità.it

martedì 3 marzo 2009

Mese della prevenzione, a marzo visite veterinarie gratuite


A proposito di risparmi, forse non tutti sanno che marzo è il mese delle visite veterinarie gratuite.

Siamo alla quarta edizione di una iniziativa voluta dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e da Hill’s Pet Nutrition, azienda specializzata in alimentazione di cani e gatti. Lo scopo è sensibilizzare i proprietari di questi animali domestici all’importanza di visite periodiche presso specialisti veterinari per una corretta prevenzione. Per il benessere di cani e gatti ma anche come tutela della salute pubblica.

Nelle passate stagioni c’è stato un crescendo di partecipazione da parte dei proprietari di animali. Nel 2008 erano 2500 i veterinari che hanno aderito all’iniziativa effettuando circa 10.000 visite. E se quasi il 70% degli animali esaminati è risultato in buona salute, in oltre 3.000 è stata riscontrata una patologia e 2.400 hanno iniziato un trattamento.

Collegandosi al sito Stagione della prevenzione o telefonando al numero verde 800 189 612, a partire dal primo marzo sarà possibile conoscere la lista dei veterinari che aderiscono all’iniziativa in tutta Italia.


Per saperne di più:

www.anmvi.it

www.panorama.it