Ve la ricordate la canapa?
é stata, fino alle metà degli anni '50 la conlivazione più diffusa nel mondo.
Solo in Italia c'erano 100mila ettari di terreno coltivati a canapa.
Negli anni '50 fù vietata la coltivazione e la lavorazione perchè troppo simile alla canapa da droga.

Prima di questo divieto, in molte case c'era un telaio per la lavorazione di questa pianta, le donne lavoravano tutto il giorno. Si facevano, e si potrebbero fare tutt'ora, vestiti, cosmetici, carta, alcuni materiali per la bio-edilizia, alcuni prodotti alimentari e anche i farmaci, ci hanno addirittura fatto le vele della Amerigo Vespucci.
è una pianta "amica dell'ambiente" perchè non richiede la concimazione azotata (altamente inquinante), non necessita di un apporto idrico significativo, infatti, necessità di essere irrigata regolarmente solo nei primi 40/45 giorni dalla semina. Non ha bisogno che venga diserbato il terreno dato che cresce molto rapidamente occupando il suolo e impedendo così alle infestanti di crescere e svilupparsi. C'è chi addirittura sostiene che il fiore di questa pianta sia afrodisiaco.

Dal 1999, Marilena Zaccarini, imprenditrice, insieme a diverse aziende del settore merceologico ha fondato il CONSORZIO CANAPA ITALIANA. Da dieci anni stanno investendo sul riutilizzo della canapa.
Sarebbe molto utile all'ambiente se si ricominciasse ad utilizzare questa pianta. Cresce velocemente, a differenza degli alberi dai quali si ricava la carta. I materiali di scarto posso essere utilizzati come combustibile, è poco inquinante se non addirittura per niente e darebbe lavoro a molte persone se solo si passasse da una lavorazione agricola ad una industriale.
La necessità di adottare materiali sempre più ecologici ci potrebbe far riflettere addirittura su ciò che aveva fatto Hanry Ford negli anni '30 quando cominciò a costruire un prototipo di autobile fatto interamente con la canapa e alimentato con la canapa.
Per saperne di più:
Report
Consorzio canapa italiana


















